Il valore del Laboratorio di ceramico-terapia nel contesto ospedaliero

La testimonianza delle Psicologhe dell’Ospedale Infantile Regina Margherita di Torino.

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10 Agosto 2018

Di recente abbiamo voluto intervistare due delle Psicologhe che ci supportano nell’attività di laboratorio nell’Ospedale di Torino, le dottoresse Simona Bellini ed Elvia Roccia, sottoponendole ad alcune domande che ci aiutino maggiormente a capire i benefici della ceramico-terapia per i bambini e le loro famiglie.
In questa prima parte dell’intervista, abbiamo prima però voluto chiedere quale fosse il valore dei laboratori in generale e l’importanza di offrire degli spazi ricreativi all’interno del contesto di cura nella realtà ospedaliera.

L’importanza della preservazione di uno spazio di gioco, relazionale e libero (Dott.ssa Roccia)

“Negli ultimi anni, nel Reparto di Oncoematologia Pediatrica, sono stati organizzati diversi laboratori, sia per i bambini che per i genitori. Sono laboratori sia creativi che espressivi. Il valore è sicuramente quello di preservare lo spazio di normalità, laddove la vita di bambini e adolescenti è stata bruscamente interrotta dalla malattia.
Quindi per noi ha questo valore, sia di portare questo valore creativo-espressivo, ma anche quello relazionale attraverso quindi gli operatori che entrano in relazione con i bambini.

La parte della normalità è fondamentale, anche perchè viene riproposto al bambino uno spazio di gioco, che per loro è importantissimo. Uno spazio di gioco con tutto quello che ovviamente lo stesso comprende, quindi la creatività, la possibilità di creare un pensiero. Perché il gioco è creare, pensare, è uno spazio libero. Quindi, in realtà, è preservare la normalità. Quindi questo è l’obiettivo, se di obiettivo possiamo parlare, di uno spazio così aperto, come quello che può essere lo spazio della Fondazione Lene Thun, della ceramica, della creatività appunto. Ci sono poi  tantissimi altri valori, ma questi sono gli elementi su cui noi puntiamo maggiormente: la preservazione di uno spazio di gioco, relazionale e libero, visto che sia i bambini che gli adolescenti quando vengono ricoverati sono qui per sottoporsi a delle cure che prevedono determinati protocolli specifici a cui devono necessariamente attenersi, senza poter scegliere. Invece, quando si tratta dei laboratori, possono scegliere se farlo o non farlo, quindi anche questa è una grande possibilità per loro.”

La proposta come sinonimo di libertà (Dott.ssa Bellini)

“L’intento è proprio quello di migliorare la qualità di vita dei pazienti del nostro reparto, che si trovano comunque a vivere una condizione di sofferenza e che, in qualche modo, vivono anche una situazione di impotenza, dove tutte le decisioni vengono prese al loro posto.
Quindi l’intento dei laboratori è proprio quello di far riemergere un po’ la creatività di questi bimbi, la loro autonomia ed il fatto che non tutto appunto gli sia imposto. Per questo è molto importante questo aspetto della proposta dei laboratori e ci teniamo a sottolinearlo, perché le procedure mediche sono già di per sé un dictat, perché chiaramente i pazienti sono qui per curarsi. Già hanno i genitori che dicono loro cosa fare. Per questo è importante lasciare loro uno spazio in cui poter essere più liberi e poter far riemerge la propria creatività.”