Molto più di un’attività ricreativa
L’attività di manipolazione dell’argilla rappresenta sempre, in diversa misura e a diversi livelli, una forma di espressione di sé, una possibilità di accesso al mondo interiore attraverso modalità di comunicazione e di espressione non verbali.
Rispetto ad altre attività e ad altri materiali, modellare l’argilla comporta un’esperienza tattile molto intensa e potente. Il tatto è uno dei primi canali comunicativi utilizzati dagli esseri umani, centrale nei primi anni di vita e per questo particolarmente idoneo ad esprimere in seguito istanze più profonde e altrimenti difficilmente comunicabili.
Uno dei benefici della terapia ricreativa è l’aiuto concreto che offre a bambini e ragazzi nel superare la paura, il dolore e la frustrazione della malattia, mettendo l’organismo nella condizione di ricevere meglio le cure. Il controllo e la riduzione dello stress comportano la diminuzione dell’attività di neurotrasmettitori come le catecolamine, (adrenalina e noradrenalina), con conseguente calo della frequenza cardiaca, della pressione arteriosa e del battito respiratorio. Inoltre la diminuzione del cortisolo, ormone che riduce le difese immunitarie, porta a un miglioramento delle performance difensive dell’organismo. Lo stato di benessere e di gioia favorisce la liberazione di beta-endorfina, con effetto analgesico ed immunostimolante.
La modellazione dell’argila stimola la “parte sana” del bambino e del ragazzo attraverso gioco, creatività, socializzazione, fondamenti necessari allo sviluppo dell’età infantile. L’obiettivo è far sì che questi elementi non vengano meno durante la malattia e l’ospedalizzazione, ma se ne preservi la funzione a favore di un regolare e positivo percorso di crescita.
“È importantissima, perché si manipola un oggetto che non ha una forma. Da un panetto di argilla, dal nulla, si crea qualcosa che viene prima pensato, mentalizzato e poi si vede materializzarsi. Emerge piano piano: con le proprie mani si crea dal nulla, si superano le difficoltà. Per il bambino e soprattutto per l’adolescente è un aspetto di grande importanza. Per i più piccoli è fondamentale, rappresenta un po’ la prima esperienza, il tatto, la manipolazione; a livello sensoriale gratifica, fa sentire delle sensazioni piacevoli. Per i ragazzi più grandi, vedere crearsi un’opera anche di fronte a una forte insicurezza, trasformare un qualcosa di informe in forma, assume un grande significato”.
Dall’intervista alla dottoressa Pierpaola Sciarra, psicologa nel reparto di Oncologia pediatrica all’ospedale Santo Spirito di Pescara. nell’articolo “Terapia ricreativa e manualità”,