Una formella dopo l’altra, un altro “Amico Gigante” si veste d’argilla

Questa è la volta del Policlinico Vittorio Emanuele di Catania

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6 Luglio 2018

Giovedì 5 luglio è stato tagliato un altro nastro rosso! Nel reparto di Ematologia Oncologica Pediatrica del Policlinico Vittorio Emanuele di Catania, il calore della cultura siciliana ha riempito di sorrisi il nuovo amico dei bambini ed accoglierà tutti i passanti con le sue storie fatte d’argilla ed i suoi mille colori.
All’inaugurazione erano presenti la Prof.ssa Giovanna RussoDirettrice del Reparto di Ematologia Oncologia Pediatrica, la Dott.ssa Cinzia FavaraPsico-oncologa di reparto e membro del Comitato Scientifico della Fondazione, insieme ovviamente a tutti i volontari, le ceramiste ed i bambini a cui le condizioni di salute lo hanno permesso.

Policlinico Vittorio Emanuele di Catania

Il nostro gigante ha avuto come tema portante l’idea di gestirlo con il sorriso dei bambini, ed i loro pensieri felici, cercando di rappresentare nelle piastrelle tutto ciò che a loro facesse sorridere”, ci racconta Mara, una delle nostre ceramiste nell’ospedale di Catania.

Quando i bambini mettono le loro piccole mani nell’argilla non è soltanto per realizzare opere che danno gioia alla vista con i loro colori, ma per lasciare anche un pezzetto di sé e trasmettere le loro emozioni.

Policlinico Catania Opera

Marco era un bimbo forte, gioviale. Un bimbo che girava per il reparto dando forza e coraggio alle mamme che vedeva in difficoltà emotiva. Lavorava sempre con noi, anche quando stava peggio del solito. Quel giorno ci disse: oggi regalo qualcosa al gigante, il mio ritratto, così mi vedrete sempre sorridente! Al momento di sistemare le piastrelle, abbiamo deciso di mettere in corrispondenza del cuore la piastrella di Marco, perché questo bambino era nel cuore di tutti noi, con i suoi sogni e la sua vitalità, la sua voglia di fare. Questo bimbo ci ha lasciato, ma rimarrà sempre con noi il simbolo di un bimbo sorridente nel cuore del gigante“, continua a raccontarci Mara, indicandoci le tante formelle.

Storie che restano impresse, nell’argilla e nel cuore.